• Dr.ssa Marina Putzolu

Dove si trova il lattosio? Verdure? Formaggi? Facciamo chiarezza

Aggiornato il: 7 ott 2019


Gli intolleranti al lattosio sanno quali determinati alimenti non devono consumare e quali, invece, possono mangiare tranquillamente. Ma scoprire tutto ciò non sempre è così semplice.

Una volta avuta la diagnosi di intolleranza, a seguito di un sintomo più o meno frequente, si torna a casa con mille dubbi, e i più fortunati con un foglietto che riporta alcuni alimenti “proibiti”.

I prodotti senza lattosio, molto comuni in quasi tutti i supermercati, possono essere inseriti tranquillamente all’interno di una dieta quotidiana, in questo modo è possibile togliersi anche qualche sfizio, acquistando ad esempio dolci senza lattosio (precisiamo che la cioccolata extra fondente è una cioccolata senza lattosio). Come sostituto del latte, invece, si può optare per bevande vegetali come il latte di mandorla, giusto per citarne una.

Il vero problema risiede, quando, una volta davanti al pc, in rete si cercano maggiori informazioni e talvolta ci si trova di fronte ai più disparati alimenti.

Per questo è necessario fare chiarezza e sfatare alcuni miti.


Il lattosio è chiamato così, in quanto, è lo zucchero del latte. Facilmente intuibile è, pertanto, che latte e derivati (formaggi, latticini e prodotti realizzati con latte) sono da eliminare.

Ma non è sempre vero!

I formaggi stagionati, per un processo del tutto naturale, tendono a diminuire il loro contenuto in lattosio, fino quasi a diventare minimo.

Un esempio comune è il parmigiano reggiano e il grana padano.

Fino a poco tempo fa veniva indicato dalle qui citate aziende, il consumo dei loro prodotti solo se stagionati più di 30 mesi.

Ma da qualche tempo è apparsa una nota sul sito dell’azienda Parmigiano Reggiano che qui citiamo:


“Il Parmigiano Reggiano non contiene né lattosio né galattosio. Nelle ore immediatamente successive alla caseificazione avviene un rapido sviluppo di lattobacilli, che fermentano tutto il lattosio presente nella cagliata in circa 6-8 ore.

Anche il galattosio, che si forma dal lattosio, viene metabolizzato rapidamente nel giro di 24-48 ore scompare completamente. Perfetto per tutti coloro che sono intolleranti al lattosio.”

Per par condicio, possiamo affermare che lo stesso discorso vale anche per il Grana Padano. Sul loro sito ufficiale è possibile leggere chiaramente:


“Il tradizionale processo di produzione del Grana Padano DOP, rigorosamente definito dal Disciplinare di produzione, permette di ottenere un formaggio naturalmente privo di lattosio, che è quindi tranquillamente consumabile anche da chi è intollerante.

Il processo di produzione del Grana Padano DOP fa in modo che il lattosio venga gradualmente eliminato nel corso del processo di caseificazione naturale del formaggio. La maggior parte del lattosio residua nel siero che al momento della caseificazione si separa dalla cagliata. Nella cagliata residua ancora una frazione limitata di siero e di componenti solubili del latte, incluso il lattosio. In seguito, già durante la fase di formatura, della durata di 48 ore, si ha fermentazione lattica ed i batteri scindono quasi tutto il lattosio residuo trasformandolo prima in glucosio e galattosio e poi in acido lattico.

È durante la prima fase di stagionatura che avviene la degradazione del lattosio rimasto. Dopo 9 mesi, il periodo minimo di stagionatura previsto dal Disciplinare per il Grana Padano DOP, il lattosio residuo è molto inferiore a 0,1 g / 100 g (valore limite indicato dalla Circ. Min. Salute DGISAN 16.06.2016).

Il Grana Padano DOP quindi può essere consumato anche da adulti e bambini intolleranti al lattosio, che così possono godere degli straordinari nutrienti apportati dal latte vaccino crudo e delle sue proprietà bioattive, senza compromettere la salute.”

Dunque, non è più necessario dover acquistare, e quindi consumare, questi prodotti con stagionatura superiore ai 30 mesi, ma è possibile farlo anche per tempi inferiori.

C'è da dire però che alcune persone intolleranti al lattosio non riescono a digerire bene nemmeno un alimento con lattosio residuo minore di 0,1 g / 100 g di prodotto.

Prestare quindi attenzione alle etichette degli alimenti e trovare il proprio equilibrio è quindi fondamentale.

Un simile discorso è possibile farlo anche per un altro famosissimo prodotto, il gorgonzola.


Possiamo anche in questo caso leggere sul sito www.gorgonzola.com del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP:

Dopo la sperimentazione organizzata dal Consorzio Gorgonzola in collaborazione con il Centro di Ricerca CREA di Lodi è possibile affermare che “Il contenuto di lattosio nel Gorgonzola è risultato ben al di sotto del limite ministeriale per definire un formaggio “naturalmente privo di lattosio” (<0,1 g/100g).”

Altri formaggi che è possibile consumare, ma con moderazione, in quanto in questo caso la tolleranza è molto soggettiva, sono:

- ​pecorino stagionato

- emmentaler

- groviera

- fontina

- provolone

- cheddar

Per lo yogurt, il discorso è più complesso. In linea generale potrebbe essere consumato dagli intolleranti al lattosio, in quanto il contenuto di tale zucchero è ridotto (articolo su yogurt) In ogni caso in commercio è possibile acquistare anche lo yogurt senza lattosio.

Un discorso a parte meritano, invece, tutti quei prodotti che naturalmente non contengono lattosio, ma a cui viene aggiunto come additivo durante la fase di lavorazione.

È questo il caso delle carni insaccate come prosciutto, salame, mortadella. Ma non tutte le aziende lo utilizzano.

Possiamo infatti elencare i prodotti che sicuramente sono adatti agli intolleranti al lattosio:


  • Bresaola della Valtellina IGP

  • Prosciutto di Parma DOP

  • Prosciutto di Modena DOP

  • Prosciutto San Daniele DOP

Infine, possiamo inserire nell’elenco degli alimenti contenenti lattosio, tutti i prodotti industriali o artigianali che però riportano in etichetta se il lattosio è presente.

Sarà indicato, infatti, in grassetto la presenza di lattosio, latte, latte in polvere ecc.. per cui in questo caso potete stare tranquilli, basterà dare una lettura per sapere subito se potete o meno consumare quel cibo.

False informazioni sul web

Come vi ho già anticipato, sul web circolano alcune fake news – false informazioni su alcuni alimenti che potrebbero contenere (o non) lattosio.

Due esempi sono molto importanti da citare:

- Alimenti di origine vegetale: NON contengono lattosio. Quindi si a tutte le verdure, ortaggi e frutta. Non prestate attenzione a falsi elenchi che ogni tanto si trovano sul web.

- Il latte di capra CONTIENE lattosio, anche se spesso viene consigliato sul web, o da alcuni commercianti poco informati.

Ricordiamo sempre che se consumate alimenti fuori casa, e non avete certezza che il vostro pasto sia senza lattosio, optate per l’utilizzo di un buon integratore di lattasi come ad esempio LACTOSOLUTION 15000 (QUI il link per il negozio).

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