Intolleranza al lattosio - Articolo GUIDA 2018


Dopo i tanti articoli scritti e tante domande ricevute abbiamo capito che è necessaria una breve guida completa sull’argomento "intolleranza al lattosio". Qui troverai tutte le risposte che cerchi e, se dovessi avere ulteriori domande da porre, potrai farlo nei commenti.


Tratteremo i seguenti punti:

1) Intolleranza al lattosio: cosa è.

2) Capita l’intolleranza, inquadriamo il lattosio

3) I sintomi ed i disturbi che caratterizzano l’intolleranza al lattosio

4) I test per diagnosticare l’intolleranza al lattosio

5) I cibi che contengono lattosio, cosa mangiare e cosa non mangiare

6) La soluzione ai problemi di intolleranza al lattosio

7) A chi affidarsi per comprendere lo stato di intolleranza e indagare eventuali altre patologie?

8) Farmaci contenenti lattosio

9) Negozi online che trattano prodotti senza lattosio

10) L’intolleranza al lattosio nei neonati e nei bambini

11) Situazione legislativa e associazioni a supporto degli intolleranti al lattosio

12) Alcune teorie sull'intolleranza al lattosio

1) Intolleranza al lattosio: cosa è.

L’intolleranza al lattosio è una disfunzione dell’organismo che comporta la mal-digestione del lattosio, lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. E’ data dalla carenza dell’enzima lattasi, il catalizzatore preposto a processare il lattosio, ovvero a dividerlo in glucosio e galattosio per completare la digestione dello stesso nell’intestino. Non è una allergia quindi non è corretto dire “allergia al lattosio”.

Purtroppo quasi tutte le persone andranno incontro all’intolleranza nel corso della vita perché fino a poche migliaia di anni fa (si dice circa 7000) non avevamo geni capaci di mantenere l’enzima lattasi in funzione dopo l’allattamento.

A causa dell’utilizzo sempre più massiccio di latte e derivati del latte anche in età adulta, il corpo dell’essere umano si sta adattando e quindi l’evoluzionismo ci sta spingendo a mantenere l’enzima lattasi anche dopo l’infanzia.

Oggi circa 25% delle persone hanno questi geni modificati, adattati ai tempi “moderni”. Il restante 75% è predisposto per l'intolleranza al lattosio e quindi diventerà intollerante nel corso della vita. La mancanza dei geni adibiti alla creazione dell'enzima lattasi prende il nome di intolleranza al lattosio primaria.

Indipendentemente dai geni, in alcuni casi l’intolleranza è passeggera. Può essere dovuta a terapie antibiotiche che hanno decimato la presenza di enzima lattasi o malattie e infiammazioni non croniche e per questo il corpo potrebbe tornare a produrre l’enzima. In questo caso si parla di intolleranza al lattosio secondaria.

2) Capita l’intolleranza, inquadriamo il lattosio

Il lattosio è un disaccaride, una molecola formata da carbonio ed acqua che viene chiamato anche glucide o zucchero. Fa parte dei carboidrati oligosaccaridi ed è composto da due monosaccaridi: il glucosio ed il galattosio. Altri carboidrati, più semplici sono i monosaccaridi (glucosio e galattosio per l’appunto) ed altri più complessi sono i polisaccaridi, composti da più di dieci monosaccaridi ciascuno (come l'amido, il glicogeno e la cellulosa).


La sua unica fonte è il latte umano o animale e rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte nonché circa il 5% sul totale della massa del latte.

Viene usato nell’industria farmaceutica come eccipiente e nell’industria alimentare per la produzione di latte artificiale o come addensante, ammorbidente o dolcificante in alcune specifiche ricette.

3) I sintomi ed i disturbi che caratterizzano l’intolleranza al lattosio

I sintomi dell’intolleranza negli adulti o nei bambini sono gli stessi. Alcuni sono molto comuni ed alcuni si possono trovare in meno del 20% della popolazione intollerante. Erroneamente qualcuno potrebbe chiamarli “allergia al lattosio sintomi”.


I sintomi dell' intolleranza al lattosio più comuni:

  • Cattiva digestione e costipazione

  • Aumento della peristalsi

  • Flatulenza e meteorismo dai 15 minuti alle 3 ore dopo il pasto

  • Diarrea o feci poco formate da 1 ora a 3 ore dopo il pasto

  • Crampi addominali, mal di pancia, coliche fino alle 24 ore dopo il pasto

  • Senso di pesantezza e gonfiore addominale fino alle 36 ore dopo il pasto

I sintomi dell' intolleranza al lattosio meno comuni:

  • Giramenti di testa e cefalea

  • Nausea e vomito

  • Irritazioni cutanee o alla gola

  • Prurito

  • Tachicardia

  • Insonnia

  • Stitichezza

  • Irritabilità

  • Febbre

  • Rinite

  • Stanchezza

  • Diminuzione delle capacità uditive

  • Allergie

  • Dolore muscolare e articolare

  • Dolore prolungato all’addome

Da dove provengono questi sintomi? I responsabili sono i batteri buoni della flora intestinale del colon. A causa dell’assenza dell’enzima corretto, il lattosio attraversa senza alterazioni l’intestino tenue (naturale casa della lattasi) e entra nell’intestino crasso. Rimane quindi a questi microrganismi il compito di liberarsene e, nel processo di fermentazione del lattosio, essi producono degli scarti come gas, idrogeno e metano, e alcune tossine. Queste ultime sostanze danno luogo a gonfiore ed ai dolori e odori a te noti.

I sintomi che affliggono i portatori di intolleranza al lattosio non sono però specifici, ovvero li puoi avere anche a fronte di altre patologie come ad esempio: presenza di elicobatterio (Helicobacter Pylori), morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile (ISB)... qui spieghiamo quali nel dettaglio.

4) I test per diagnosticare l’intolleranza al lattosio

Tra i test per l’intolleranza al lattosio, il più famoso e più usato è il Breath Test, anche detto test del respiro: viene somministrato al soggetto un quantitativo di lattosio in polvere in un bicchiere d’acqua e viene controllato il valore di idrogeno nel respiro a intervalli regolari nelle 4 ore successive.


Un valore in aumento di più di 20 parti per milione di H2 denota un malassorbimento del lattosio e quindi una condizione di intolleranza (che puo’ essere reversibile. Il test non indica se saremo per sempre intolleranti o è una condizione passeggera).

Viene eseguito in ospedale o presso alcuni laboratori di analisi. Qui la descrizione dettagliata.

Oggi c'è un nuovo tipo di Breath Test che sempre più ospedali stanno offrendo e che, vista la apparente maggiore qualità e semplicità di esecuzione, abbiamo voluto proporre anche nei nel nostro shop online. Questa nuova metodologia sfrutta il Carbonio 13 anziché l'Idrogeno e prende il nome di C13 Breath Test o Breath Test al Carbonio.

Il secondo, complementare al Breath test è il test genetico: con un campione di saliva si va a studiare la struttura genetica del soggetto. Chiamato anche DNA test per intolleranza al lattosio. Un particolare genotipo indica se il corpo andrà incontro alla diminuzione di produzione di enzima lattasi (condizione non reversibile). Anche questo può essere svolto in Ospedale, in centri di analisi ed anche, in alcuni casi, inviando un campione da remoto. Anche per questo test abbiamo un articolo specifico.

Solo l’insieme dei due esami permette la diagnostica della condizione di intolleranza attuale del soggetto al 100%.

Un ultimo metodo d’esame risulta essere l’esame ematico di tolleranza al lattosio. E’ un test raramente prescritto che si effettua su di un campione di sangue andando a misurare il glucosio (glicemia). Rileva la conversione del lattosio ingerito in glucosio e galattosio.

5) I cibi che contengono lattosio, cosa mangiare e cosa non mangiare

Dove si trova il lattosio?

C'è molta confusione sulla presenza del lattosio nei cibi. Cerco di fare chiarezza.

Alcuni alimenti contengono lattosio naturalmente. Tra di loro troviamo: latte e tutti i sui derivati come formaggi, mozzarelle di bufala e non, sottilette, panne, creme, stracchino, robiola, yogurt. Piatti preparati con i derivati del latte come l'amato cappuccino della colazione, cannelloni, lasagne, ravioli e besciamella per il pranzo e


Altri alimenti contengono lattosio perché previsto normalmente nella loro produzione o nella loro ricetta e devi diffidare di essi a prescindere. Per capire se sono lactose free devi indagare nell'etichetta.. non deve essere presente tra gli ingredienti la dicitura "lattosio". Può invece essere presente la dicitura "Può contenere tracce di latte", perché questa dicitura informa che nelle vicinanze della linea produttiva dell'alimento si trattano anche latte e latticini e qualche contaminazione può essere possibile (contaminazione trascurabile per noi intolleranti).

In questa "categoria di alimenti" rientrano i dolci in generale, dai biscotti alle torte (tiramisù, panna cotta, crema), il cioccolato al latte, le merendine confezionate, i cornetti da bar, i corn flakes, il caffè in capsule, il cappuccio o i salati come tortini e preparati per forni, pizze, focacce, panini al latte, snacks e barrette energetiche. Attenzioni ai piatti casalinghi come cannelloni, lasagne e risotti, magari conditi con besciamella. Anche gli integratori vitaminici ed i fermenti lattici potrebbero contenere lattosio.

Infine ne fanno da padroni i cibi da fast food (hamburgers, hot-dogs, panini con cotoletta o farciti), assieme a salse (greca, yogurt, barbecue), piatti pronti confezionati (zuppe, risotti, sughi pronti) e caramelle.

Per i gelati vale la stessa regola.. solitamente tutti i gusti creme contengono lattosio ma non quelli alla frutta. Nel dubbio..chiedere al negoziante.

Insaccati: salame duro e salami morbidi, prosciutto cotto e altre specialità morbide e non stagionate spesso contengono lattosio.

L'ultimo capitolo è riservato agli alimenti che non dovrebbero contenere lattosio.

Anche se alcuni produttori potrebbero inserire il lattosio nei processi di produzione di questi alimenti per particolari scopi, solitamente si può stare tranquilli nell'acquisto degli stessi.

Parliamo di:

- Alcolici (compresi superalcolici, vini e birre)

- Carni (carne di pollo, di manzo, di maiale e selvaggina)

- Cioccolato puro o fondente, caffè

- Frutta (albicocche, amarene, ananas, avocado, banane, ciliegie, cocomero, datteri, kiwi, lamponi, mandorle, mele, meloni, mirtilli, more, nocciole, noci, pesche, pistacchi, pompelmo, prugne, uva, ecc.)

- pane normale e farine semplici

- Pesce fresco (salmone, sardine, tonno, pesce spada, trota, molluschi, polipi, ecc.)

- Produzioni da allevamento come miele, uova, caviale, ecc.

- Riso

- Spezie e condimenti (compresi olio, aceto, basilico, rosmarino, pepe, asparagi, cannella, chiodi di garofano, curry, origano, paprica, menta, peperoncino, semi di papavero, senape, maionese, ketchup, sale, zucchero

- Verdure ed ortaggi (comprese lattuga, insalata, broccoli, patate, carciofi, pomodori, zucchine, barbabietole, ravanelli, fagioli e fagiolini, rape, broccoli, carciofi, carote, cavolfiori, cavoli, cetrioli, mais, cipolle, aglio, lenticchie, peperoni, piselli, radicchio, ravanelli, segale, pop-corn, spinaci)

- Succhi di frutta ed altri preparati degli alimenti di cui sopra senza aggiunte.

E gli alimenti della prima "categoria" che si pubblicizzano “senza lattosio”?

Latte senza lattosio, mozzarella senza lattosio, panna senza lattosio...cosa sono?


Alcuni produttori hanno capito l’importanza del settore lactose free e hanno cominciato a trattare i propri alimenti con enzima lattasi industriale al fine di garantire una maggiore digeribilità del prodotto anche in assenza di conclamati sintomi di intollerabilità da parte del consumatore. L’enzima lattasi causa l'idrolisi del lattosio convertendolo in glucosio e galattosio. Questi prodotti sono detti delattosati, da qui le diciture più user friendly:

“senza lattosio”, “lattosio < dello 0,1%”, “lattosio < dello 0,01%”

Attenzione, questi prodotti hanno una percentuale di lattosio non trascurabile per la maggior parte dei soggetti intolleranti. La casistica ci dice infatti che, chi giornalmente assume prodotti delattosati, presto torna ad avere gli stessi sintomi dell’intolleranza. Il lattosio infatti c’è! Poco, ma c’è.

Come posso sostituire gli alimenti contenenti naturalmente lattosio invece di assumere gli stessi ma delattosati?

Ci sono molte alternative. Ad esempio al posto di latte di mucca puoi prendere il latte di mandorla, il latte di riso, il latte di soia, latte di quinoa o il latte di altri cereali. Al posto del burro puoi usare la margarina.

Ed al posto del formaggio? Il formaggio stesso...a patto che sia stagionato almeno 24 mesi. Durante la stagionatura infatti il lattosio viene scisso naturalmente e nel lungo termine il quantitativo riportato è così basso da non dare comunemente problemi, sia che si tratti di formaggio pecorino, di Grana Padano o Parmigiano Reggiano.

Per lo yogurt invece non esiste alternativa senza lattosio naturale, bisogna ricorrere agli yogurt delattosati (Zymil, Amo Essere..). Se vuoi scoprire le proprietà dello yogurt clicca qui.

Citazione a parte meritano le proteine del siero di latte. Questa dicitura è scovabile in molte etichette di prodotti alimentari e non implica la presenza di lattosio nel prodotto. L’eventuale presenza di lattosio deve essere obbligatoriamente indicata a parte.

Attenzione però agli integratori alimentari di proteine del latte -quelli per la palestra per intenderci- in quanto è difficilissimo trovarne alcuni senza lattosio nella loro composizione. Cercare le proteine isolate del siero di latte e leggere attentamente le etichette nutrizionali.

6) La soluzione ai problemi di intolleranza al lattosio

La maggior parte delle persone e anche molti dottori pensano che non esista una soluzione all’intolleranza al lattosio. Invece, per fortuna, non è proprio così.

E' sì vero infatti che la condizione di intolleranza al lattosio non è regradibile (a meno di intolleranza momentanea dovuta da specifici disturbi) è altrettanto vero che per non soffrirne gli effetti c'è una soluzione molto semplice.

Al posto di acquistare i suddetti prodotti pubblicizzati senza lattosio, basta infatti assumere l’enzima lattasi per via orale per digerire il lattosio contenuto in tutti i comuni alimenti!

Lo stesso processo citato prima in ambito industriale, può essere prodotto all’interno del nostro organismo assumendo una o più compresse di un buon integratore di enzima lattasi assieme al pasto. Non dovrai più preoccuparti di correre in bagno dopo aver mangiato la tua pizza con la mozzarella preferita o la torta gelato del compleanno della tua amica.

L’efficacia è alta, tanto che per il 95% delle persone da noi intervistate questo metodo funziona alla grande. I dolori ed i fastidi classici spariscono e si può avere qualche fastidio secondario che però non inficia il vivere bene.


Questa efficacia però vale solo se l’enzima assunto è di un certo tipo, ovvero enzima lattasi e se il dosaggio è sufficientemente alto. Siccome il corretto dosaggio varia da persona a persona ed anche da un giorno ad un altro in base a quello che mangiamo (puoi approfondire leggendo QUI un interessante articolo), è necessario orientarsi verso prodotti ad alta concentrazione di principio attivo lattasi come Lactosolution 15000.

L’integratore di lattasi non è un farmaco ma, appunto, un integratore nutrizionale. Questo comporta che non ha né controindicazioni né effetti collaterali.

Per assicurarti una buona efficacia, segui i consigli per l'assunzione dell'enzima lattasi di questo nostro articolo (clicca QUI).

A supporto dell’integratore di enzima, puoi assumere dei fermenti lattici per aiutare a mantenere funzionale la flora intestinale. Enterogermina, Enterolactis Plus, Probinul e Proflora Guna sono delle buone alternative senza lattosio nella loro composizione. Consigliamo comunque, e sempre, di ricercare un parere medico prima di intraprendere qualsiasi decisione per la tua salute.

7) A chi affidarsi per comprendere lo stato di intolleranza e indagare eventuali altre patologie?


Il professionista più adatto per indagare sulla comparsa dei sintomi è il gastroenterologo. Lui saprà indicarti quali esami fare, soprattutto capirà se ci sono i requisiti per sottoporti ad una colonscopia (ci auguriamo di no!). Saprà indicarti eventuali farmaci ed integratori e ti darà, dati alla mano, la tua condizione di salute.

Una volta compreso di essere intollerante, per la dieta da seguire puoi affidarti ad un bravo nutrizionista. Il dottore biologo nutrizionista ha competenze tali da assicurarti un quieto vivere per il tuo intestino, comprende l’impatto del lattosio in un corpo intollerante e saprà aiutarti a fare le tue scelte di vita.

Il farmacista risulterà invece fondamentale per la scelta dei farmaci senza lattosio e dei cibi senza lattosio disponibili nel mercato.

8) Farmaci contenenti lattosio

Tanti, troppi farmaci contengono lattosio. Ad oggi non esiste, ad esempio, una pillola anticoncezionale che non contenga lattosio.

Alcuni antibiotici senza lattosio che, a seguito prescrizione medica, potresti assumere senza problemi legati all'intolleranza al lattosio sono i seguenti:


Ambramicina

Augmentin

Bramicil

Cedax Ciproxin

Gentomil

Levoxacin

Unixime

Zitromax in sospensione orale

Se non trovi un’alternativa del farmaco prescritto adatta alle tue esigenze senza lattosio, ricordati che esistono gli integratori di enzima lattasi che ti risolvono il problema.

9) Negozi online che trattano prodotti senza lattosio

Alcuni negozi si stanno specializzando ed alcuni hanno in catalogo parecchi alimenti senza lattosio.


Ne elenco due dove acquisto regolarmente, cliccando sul nome accederai al sito web:

Macrolibrarsi

Il giardino dei libri

10) L’intolleranza al lattosio nei neonati e nei bambini

I bambini possono essere intolleranti al lattosio? Si.

E come per gli adulti l’intolleranza può essere congenita o acquisita.


Bisogna prestare attenzione al fine di comprendere correttamente la condizione di intolleranza nei più piccoli. I sintomi infatti sono gli stessi visti in precedenza per gli adulti (diarrea nei neonati, flatulenza, gonfiore a cui si aggiunge il pianto del neonato) e sono equiparabili ai disturbi che ogni neonato giornalmente affronta nei primi mesi ed anni di vita.

Cliccando QUI puoi scoprire un approfondimento sul tema intolleranza al lattosio nei bambini e nuonati.

11) Situazione legislativa e associazioni a supporto degli intolleranti al lattosio

A differenza della celiachia (ovvero l’intolleranza al glutine), l’intolleranza al lattosio non è una patologia supportata da fondi governativi. In pratica la persona intollerante deve farsi carico di acquistare i prodotti giusti completamente a sue spese, senza alcuna agevolazione.

Fortunatamente c’è una associazione che si batte per i nostri diritti, si chiama Associazione Italiana Latto-Intolleranti (AILI) e offre una tessera societaria con cui propone sconti e informazioni sul tema.

12) Alcune teorie sull'intolleranza al lattosio

Concludo la trattazione dell'argomento informandoti di due "opinioni", due "movimenti di pensiero" che spesso si incontrano quando si parla dell'intolleranza al lattosio.

A) “Un periodo di dieta senza lattosio -detta anche disintossicazione- fa recedere l’intolleranza”

Molti ritengono che, se una persona che soffre di intolleranza al lattosio smette di assumere lattosio per 6 mesi, la sintomatologia tende a sparire e dopo i fantomatici 6 mesi la persona potrebbe tornare a tollerare il lattosio e quindi mangiare alimenti che lo contengono.

Secondo questa teoria il lattosio si accumula mano a mano che mangiamo cibi che non potremmo, fino ad arrivare a saturare il corpo e a farci stare male. Azzerando il consumo di lattosio, quello già accumulato nel nostro corpo dovrebbe, nel giro di mesi, scomparire e noi avremmo una soglia di tolleranza più alta di quando abbiamo iniziato la dieta.

Alcuni chiamano questo periodo, erroneamente, disintossicazione (erroneamente perché il lattosio non è una sostanza tossica per il nostro organismo, per quanto possa darci dei problemi. Le tossine sono infatti rappresentate da: Alcoli cioè molecole di tipo alcolico, aldeidi, metilgliossale, acetoni, acidi grassi a catena corta).

Cosa dice la letteratura scientifica al riguardo?

Commentami se trovi qualche pubblicazione a favore perché io non ho trovato nessun dato riguardo ad una permanenza del lattosio per un periodo così lungo nel nostro corpo.

Il lattosio segue infatti il normale ciclo di digestione e viene espulso dal corpo tramite le feci nel giro di 48 ore. Nell’arco di tempo di 2-3 giorni quindi l’effetto “accumulo” ha una sua logica e continuare ad assumere lattosio nel breve termine non può che comportare un aggravio della sintomatologia.

Sospendere l’assunzione di lattosio per qualche giorno ed assumerlo a giorni alterni è quindi cosa buona e giusta. Sforzarsi di non assumerlo per 6 mesi non sembra avere una ragione scientifica. Di certo è che l’intolleranza non scomparirà nemmeno dopo 1 anno di dieta ferrea. Come abbiamo visto infatti l’intolleranza al lattosio più comune è dovuta alla carenza dell’enzima lattasi per causa genetica ed i geni non tornano indietro nei loro passi così facilmente.-

B) “Non mangiare lattosio fa diventare intolleranti”

Ho personalmente intervistato diversi medici sul tema. Una teoria interessante ma non confermata da pubblicazioni scientifiche ritiene che l’astenersi per un periodo prolungato da alimenti ad alto contenuto di lattosio possa provocare la diminuzione di produzione dell’enzima lattasi nel nostro organismo e quindi l’inizio dell’intolleranza al lattosio.

Un esempio lampante è il ragazzo che sostituisce il tè al latte a colazione per tutto il periodo di scuola secondaria. Ci sono alcuni casi in cui si è manifestata l’intolleranza a seguito di questo comportamento ma mi sorgono le domande: “sarebbe divenuto comunque intollerante se avesse continuato ad assumere latte?” o “forse si è sentito di passare al té perché percepiva qualche disturbo con il latte (segni preliminari di una intolleranza al lattosio già in divenire)?”.

In mancanza di documentazione scientifica sufficiente questa teoria rimane una ipotesi. Da parte nostra possiamo stare attenti a non eliminare del tutto il latte dalla nostra dieta così da sperare che la produzione di enzima lattasi da parte del nostro corpo non si fermi. Un soggetto che geneticamente è predisposto non avrà però giovamento da questa tattica, almeno non nel lungo periodo.

E' da notare come le due teorie presentate sono in netto contrasto. Secondo l'ultima teoria infatti, una dieta senza lattosio ferrea come proposto nella prima teoria potrebbe fare azzerare del tutto la produzione di lattasi all’interno dell’organismo con effetti di intolleranza addirittura più grave rispetto a quando si è iniziata la stessa dieta.

Personalmente, dopo 10 anni di intolleranza e più di 300 interviste, sono orientato più verso la seconda teoria. Anche assumendo il fatto che sempre più medici indicano che non è corretto eliminare totalmente il lattosio dalla dieta di chi è intollerante al lattosio, cercando invece di capire quale soglia ci fa sentire male e quale invece tolleriamo. Un buon integratore di enzima lattasi sarà il tuo più grande alleato al fine di supportare uno stile di vita a dieta completa, lasciando a te la libertà di scegliere cosa mangiare di volta in volta.

Ho riportato molti link di approfondimento, non sarà difficile avere una idea chiara di cosa significa essere intolleranti al lattosio al giorno d'oggi.

Inoltre puoi seguire alcuni gruppi Facebook sull’intolleranza al lattosio dove le persone si consigliano a vicenda (attento però a filtrare le informazioni, troppo spesso si parla senza scientificità né preparazione alcuna, in questi contesti).

Spero che il mio articolo ti sia piaciuto. Nel nostro sito puoi trovare il form l'iscrizione alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti del migliore BLOG relativo all'intolleranza al lattosio!

Di fronte a tutto ciò, quale è la tua idea o la tua domanda? Scrivila sotto!

Link d'acquisto per l'integratore alimentare di enzima lattasi Lactosolution 15000: clicca QUI!

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Aggiornamento 11/03/2019

Referenze

Nielsen data

Lehninger Principles of Biochemistry, Fifth Edition; David L. Nelson and Michael M. Cox

European Journal of Biochemistry, vari articoli

American Journal of Clinical Nutrition, vari articoli

Paolo Silvestrini - Fondamenti di chimica

Questionari sottoposti a persone intolleranti 2017 e 2018- Lactosolution

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